Ogni organizzazione genera e raccoglie continuamente dati. Questi vengono archiviati su piattaforme, applicazioni, sistemi finanziari, soluzioni CRM ed ERP, ambienti cloud e molti altri sistemi che fanno ormai parte delle attività quotidiane.
Ma c’è una domanda fondamentale che spesso ci si pone solo quando diventa necessario cambiare:
Quanto è facile prendere i propri dati e trasferirli altrove?
È qui che entra in gioco la Data Portability: la possibilità di trasferire e riutilizzare i dati tra sistemi, piattaforme e ambienti diversi, senza creare inutili barriere tecniche.
Possedere i propri dati non significa necessariamente averne il controllo
Un’organizzazione può essere proprietaria dei propri dati, ma questo non significa automaticamente poterli utilizzare ovunque desideri.
I problemi sorgono quando i dati vengono archiviati in formati proprietari, sono strettamente legati a una specifica piattaforma o richiedono procedure complesse per essere esportati e trasferiti.
In questi casi, una migrazione che in teoria dovrebbe essere semplice può trasformarsi rapidamente in un progetto lungo e costoso.
Avere un reale controllo sui dati significa anche avere la possibilità di trasferirli liberamente.
La Data Portability non significa semplicemente esportare un file
A prima vista, trasferire i dati può sembrare semplice: basta esportarli da un sistema e importarli in un altro.
Nella pratica, il processo è più complesso.
La struttura dei dati, i formati, i metadati, le relazioni tra le informazioni e il modo in cui i diversi sistemi le interpretano incidono direttamente sulla possibilità di effettuare una migrazione efficace.
Un’esportazione è realmente utile solo se il sistema di destinazione è in grado di comprendere e utilizzare correttamente le informazioni trasferite.
Per questo motivo, la Data Portability è strettamente legata all’interoperabilità.
Gli standard aperti rendono il cambiamento più semplice
Quando i sistemi sono basati su standard aperti, API ben documentate e strutture dati in grado di comunicare con altre tecnologie, le organizzazioni mantengono una maggiore flessibilità.
Possono cambiare piattaforma senza perdere lo storico dei propri dati.
Possono integrare un nuovo servizio senza dover ricostruire l’intero sistema.
Possono migrare verso un’altra infrastruttura quando le esigenze cambiano.
La tecnologia continua a evolversi. Per questo i sistemi dovrebbero essere progettati tenendo conto del fatto che l’ambiente in cui operano oggi potrebbe essere molto diverso tra cinque o dieci anni.
I dati che non possono muoversi possono limitare anche l’innovazione
La Data Portability non diventa importante soltanto quando un’organizzazione decide di cambiare piattaforma.
Influisce anche sulla capacità di utilizzare in modo efficace i dati che l’organizzazione già possiede.
Quando le informazioni possono circolare tra sistemi diversi, possono essere utilizzate per nuove analisi, automazioni, integrazioni e servizi che magari non erano stati previsti quando la piattaforma originale è stata progettata.
In questo modo, i dati non rimangono semplicemente archiviati. Continuano a generare valore.
La libertà tecnologica parte dai dati
Le piattaforme cambiano. Le tecnologie vengono sostituite. Le esigenze evolvono.
I dati, invece, rappresentano spesso uno degli asset più duraturi di un’organizzazione.
Per questo motivo, una decisione tecnologica non dovrebbe essere valutata soltanto in base al modo in cui un sistema gestisce i dati oggi, ma anche alla libertà che offre di utilizzarli domani.
Come afferma Ermal Beqiri, fondatore di ALSoft:
“Quando scegliamo un sistema, dedichiamo molta attenzione al modo in cui conserverà i nostri dati. È altrettanto importante chiederci cosa succederà il giorno in cui avremo bisogno di trasferirli altrove.”
In ALSoft crediamo che i sistemi digitali debbano garantire alle organizzazioni il controllo sui propri dati, non limitarlo. Data Portability, interoperabilità e standard aperti costituiscono le basi per sistemi capaci di integrarsi, migrare ed evolvere insieme alle esigenze dell’organizzazione.
