C’è qualcosa di particolare nella fine dell’estate: è uno di quei rari momenti in cui una fine e un nuovo inizio sembrano arrivare quasi nello stesso momento.
Agosto conserva ancora il ritmo dell’estate, ma la mente comincia già a rivolgersi verso settembre. Tornano i progetti, si definiscono nuovi programmi, riprende il ritmo e si avverte la sensazione che qualcosa di nuovo stia iniziando a prendere forma.
Ogni periodo di transizione porta con sé delle scelte.
Ci sono persone che entrano a far parte di un’azienda in un determinato momento del suo percorso, contribuiscono alla sua storia e, a un certo punto, scelgono una direzione diversa. Ci sono anche periodi in cui è l’azienda stessa a cambiare, rivedendo il proprio ritmo, le proprie priorità e il modo in cui desidera andare avanti.
Questi movimenti sono una parte naturale di qualsiasi realtà che continua a evolversi. Le persone cambiano, le aziende cambiano e non tutti i percorsi sono destinati a proseguire nella stessa forma.
La fine dell’estate lo rappresenta bene. Alcuni restano un po’ più a lungo, altri partono prima, mentre una stagione lascia naturalmente spazio alla successiva. Ciò che conta non è mantenere immutata la stessa immagine, ma essere pronti per ciò che verrà.
Un nuovo spazio non è necessariamente uno spazio vuoto
Quando qualcosa cambia, il nostro primo istinto è spesso quello di concentrarci su ciò che non c’è più.
Ma in ogni processo creativo, lo spazio ha anche un’altra funzione: permette a qualcosa che prima non trovava posto di emergere. Per questo, non è necessario che a ogni cambiamento segua il tentativo di ricreare ciò che esisteva prima. A volte, la domanda più importante è: Che cosa possiamo costruire oggi che prima non potevamo costruire?
Una nuova fase porta con sé tutto ciò che abbiamo imparato da quella precedente: l’esperienza, le decisioni, gli errori, le relazioni, gli standard e le conoscenze maturate lungo il percorso.
In questo senso, il cambiamento non cancella il passato. Lo trasforma in esperienza per ciò che verrà.
Come afferma Ermal Beqiri, fondatore di ALSoft:
“Con il passare degli anni capisci che un’azienda non va avanti cercando continuamente di ricreare ciò che è stata. Porta con sé ciò che ha funzionato, impara dal resto e continua a costruire.”
In ALSoft, consideriamo il cambiamento una parte naturale di una storia che continua a essere costruita. Persone, progetti e fasi evolvono, mentre l’esperienza maturata in ciascuna di esse diventa parte di ciò che viene dopo.
Forse è proprio per questo che la fine dell’estate assomiglia così poco a una vera fine. Una stagione lascia spazio alla successiva, ma la nostra attenzione è già rivolta a ciò che verrà.
